Un contributo a fondo perduto può rendere più conveniente un investimento. Ma non significa che il denaro arrivi subito.
Molti bandi prevedono il pagamento a saldo: l’impresa acquista macchinari, software o servizi, paga i fornitori, completa il progetto e presenta la rendicontazione. Il contributo viene erogato soltanto dopo i controlli.
Per una piccola impresa del Lazio o dei Castelli Romani, quindi, la prima verifica non riguarda soltanto i requisiti del bando. Bisogna capire se la gestione può sostenere l’uscita iniziale senza creare difficoltà nei mesi successivi.
Non confondere il contributo con la liquidità disponibile
Il saldo del conto corrente non rappresenta sempre il denaro realmente libero. Una parte può essere già destinata a stipendi, imposte, contributi, rate e fornitori.
Facciamo un esempio semplice. L’impresa deve realizzare un progetto da 20.000 euro e il bando promette un contributo del 60%. Il beneficio potenziale è di 12.000 euro, ma l’impresa potrebbe dover anticipare tutti i 20.000 euro e attendere diversi mesi prima di recuperare il contributo.
In quel periodo la gestione ordinaria deve continuare.
I cinque controlli da fare
1. Liquidità libera
Quanto rimane sul conto dopo aver considerato le uscite già certe delle prossime settimane? È questa la somma da confrontare con la spesa del progetto.
2. Margine
L’investimento aiuterà davvero l’impresa a guadagnare di più, ridurre costi o lavorare meglio? Il contributo riduce il costo, ma non rende utile un acquisto sbagliato.
3. Tempi di incasso
Le fatture emesse non sono ancora denaro disponibile. Se i clienti pagano a 60 o 90 giorni, bisogna inserire questo ritardo nella previsione.
4. Debiti e rate
Vanno considerate le scadenze fiscali, i finanziamenti, i leasing, i fornitori e ogni altro impegno già assunto. Un nuovo progetto non deve sottrarre risorse necessarie a pagamenti essenziali.
5. Flussi di cassa
Una previsione delle prossime tredici settimane permette di vedere in anticipo le settimane più delicate. Per ogni settimana si indicano saldo iniziale, incassi probabili e pagamenti previsti.
Le quattro date da scrivere prima della domanda
Prima di aderire al bando, segna:
- la data di presentazione della domanda;
- la data in cui dovrai pagare i fornitori;
- la data prevista per completare e rendicontare il progetto;
- la data prudenziale in cui potresti ricevere il contributo.
Il periodo tra il pagamento ai fornitori e l’incasso del contributo indica per quanto tempo l’impresa dovrà finanziare il progetto con risorse proprie o con una copertura già organizzata.
Un controllo semplice che fa parte degli adeguati assetti
Gli adeguati assetti non sono soltanto un obbligo per le società più grandi. Anche una piccola impresa deve disporre di informazioni sufficienti per riconoscere in anticipo uno squilibrio e prendere decisioni consapevoli.
Controllare cassa, incassi, debiti e scadenze significa trasformare i numeri in uno strumento di gestione.
Per una ditta in contabilità semplificata si può partire dai movimenti bancari e da un calendario delle uscite. Per un’impresa in ordinaria o una SRL è utile collegare la previsione di cassa allo scadenzario clienti e fornitori, alle rate fiscali e ai dati contabili aggiornati.
Prima di presentare la domanda
Un bando è una buona opportunità soltanto quando finanzia un investimento utile e sostenibile.
Se stai valutando un contributo regionale o camerale, possiamo fare un primo confronto gratuito per controllare i requisiti essenziali e capire quali dati servono per misurare l’impatto sulla liquidità.
Prenota un primo incontro gratuito
Studio Pozzana
Genzano di Roma – Castelli Romani
