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Corrispettivi telematici, i sistemi di controllo

18
Mar, 2022

Sui corrispettivi telematici la Guardia di Finanza è stata molto esplicativa, diffondendo le istruzioni per gli applicativi. Questo discorso, che mi sento di dover ricondividere visto che ne ho parlato in altre occasioni, rientra sempre nella lotta all’evasione fiscale. Mediante i dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici infatti, l’Agenzia delle Entrate riesce a individuare possibili incongruenze.

Corrispettivi telematici, i sistemi di controllo di Agenzia delle Entrate

Esistono diversi metodi applicativi attraverso i quali l’Agenzia delle Entrate puo’ rintracciare delle irregolarità e non solo con il metodo che vi ho descritto qualche riga più su. Uno di questi si chiama “Pro.S.A.” (“Provvedimenti di Sospensione Attività”) che permette di monitorare gli atti di contestazione emessi dall’Agenzia delle Entrate dopo dei controlli strumentali che abbiano fatto emergere un esito non del tutto “regolare”.

Devo sottolineare che questi controlli incrociati nel tempo non hanno portato a chissà quali risultati, vista anche la mole di ricavi e compensi effettivamente realizzati. Una mole non “esagerata” tenendo conto che si tratta, nella maggior parte dei casi, di piccoli esercizi commerciali al dettaglio. Insomma, c’è sempre quella famosa “economia sommersa” di cui si parla praticamente da sempre che, in via diretta o indiretta, prevede un accordo di massima tra fornitore e cliente per riuscire a eludere possibili controlli incrociati di Agenzia delle Entrate.

Quali sono i metodi di controllo?

Ci sono tanti metodi di controllo ma molto spesso non vengono applicati nella maniera più adeguata. Un esempio? Prendete il POS! Allo stato odierno infatti si chiede all’esercente di dover obbligatoriamente disporre del POS all’interno del proprio esercizio ma al tempo stesso non avviene alcuna sanzione pecuniaria/conseguenza in caso di mancata installazione. Un ragionamento molto simile a quello del disincentivo dell’uso dei contanti (il famoso tetto alla spesa dei contanti che di recente è stato rialzato).

Inoltre, che dire del doppio registratore di cassa? Se ne fa un uso troppo frequente tra gli esercenti dove uno è collegato all’anagrafe tributaria e l’altro invece, non collegato da nessuna parte. In questa maniera si riesce a fare un check reale di una sola parte delle transazioni effettuate e dunque dei pagamenti e tutto il resto.

Soggetti IVA che effettuano operazioni nel commercio al minuto: attenzione!

I controlli maggiori volgono lo sguardo ai soggetti passivi IVA che effettuano le operazioni di commercio al minuto e assimilate ai quali si applicano gli obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi (art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 127/2015).

Tornando indietro fino 1° gennaio 2021, ricordo a tutti che sono cambiate le modalità di certificazione fiscale dei corrispettivi telematici. Questi hanno di fatto sostituito lo scontrino (o la ricevuta fiscale). La tracciabilità è ora garantita, fatta eccezione per alcune categorie escluse dallo specifico adempimento, dalla memorizzazione elettronica e dalla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi che dovrebbe garantire l’impossibilità di modificare i dati.

Una nuova procedura è prevista a decorrere dal 1° luglio 2022. Riguarda i contribuenti che utilizzano sistemi d’incasso a mezzo moneta elettronica (carte di debito e di credito) ovvero altre forme di pagamento elettronico. Le relative regole tecniche saranno fissate con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Trasmissione dei corrispettivi telematici: come funziona il sistema?

Il sistema di trasmissione dei corrispettivi telematici puo’ dirsi correttamente funzionante in due casi. Sintetizzo così:

  1. Il reale collegamento del registratore con l’anagrafe;
  2. La registrazione di tutte le operazioni effettuate.

Si deve quindi contare nella fiducia dell’esercente e nella sua regolarità, arrivando al dunque del discorso. I commercianti al minuto possono adempiere agli obblighi di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi anche mediante una seconda procedura web che trovate sotto la dicitura di “documento commerciale on line”, messa gratuitamente a disposizione dall’Agenzia delle entrate sul portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Corrispettivi”.

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